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Normative e Certificazioni sulla sicurezza

Tutto quello che c'è da sapere su D.P.I. e calzature di sicurezza, spiegato in modo semplice. L'impresa deve fornire per legge indumenti e dispositivi di protezione individuale secondo le normative e le certificazioni CE, garantendo al lavoratore la massima sicurezza a seconda dell'impiego.

Calzature di sicurezza

Le categorie S1, S1P, S2 e S3

Calzatura categoria S1: puntale, tallone antishock, suola antiscivolo

Categoria S1

Secondo la categoria S1 le calzature da lavoro devono essere dotate di puntale, in modo da proteggere il piede da possibili urti o schiacciamenti. Devono avere una suola antiolio, resistente agli idrocarburi, con la massima presa al suolo su superfici sporche o bagnate.

La suola deve svolgere anche da assorbitore di energia (antishock) per ridurre il più possibile gli urti al tallone.

Caratteristiche: puntale · suola antiscivolo · suola assorbi-urto.

Consigliate in luoghi a rischio minimo come aziende artigiane: pittori, meccanici, agroalimentare.

Calzatura categoria S1P con soletta antiperforazione

Categoria S1P

Secondo la categoria S1P le calzature, oltre al puntale che protegge il piede da urti e schiacciamenti, presentano anche una soletta antiperforazione. La suola è antiolio, resistente agli idrocarburi, con la più alta presa al suolo su superfici sporche o bagnate.

La suola assorbe l'energia degli urti al tallone (antishock), mentre la soletta antiperforazione protegge da chiodi o schegge presenti sul luogo di lavoro.

Caratteristiche: puntale · soletta antiperforazione · suola antiscivolo · suola assorbi-urto.

Consigliate in luoghi a rischio medio/minimo come aziende industriali in ambito edile, elettrico, meccanico, idraulico.

Calzatura categoria S2 con tomaia idrorepellente

Categoria S2

Secondo la categoria S2 le calzature devono essere dotate di puntale rinforzato per proteggere il piede da urti o schiacciamenti, con suola antiolio resistente a idrocarburi e massima presa al suolo su superfici sporche o bagnate.

La tomaia di questa calzatura è idrorepellente, favorendo l'utilizzo e la protezione in luoghi aperti o particolarmente umidi.

Caratteristiche: puntale · tomaia idrorepellente · suola antiscivolo · suola assorbi-urto.

Consigliate in settori a rischio medio/minimo come trasportatori, stoccaggio, industria alimentare, farmaceutica, agroalimentare.

Calzatura categoria S3 con puntale, lamina antiperforazione e tomaia idrorepellente

Categoria S3

Secondo la categoria S3 le calzature devono essere dotate di puntale rinforzato, disponibile in varie tipologie (acciaio o composito), per proteggere il piede da urti o schiacciamenti, con suola antiolio e massima presa al suolo su superfici sporche o bagnate.

La soletta antiperforazione protegge da chiodi o schegge, e la tomaia è idrorepellente per l'uso in luoghi aperti o particolarmente umidi.

Caratteristiche: puntale in acciaio o composito · tomaia idrorepellente · suola antiscivolo e antiolio · lamina o soletta antiperforazione.

Consigliate in settori a rischio medio/alto come cantieri edili, agricolo, officine meccaniche.

Marcature specifiche

HRO, SRC e le altre sigle: cosa indicano

Oltre alle classi di base, molte calzature riportano sigle aggiuntive che indicano prestazioni particolari.

SiglaPrestazioneDove è indispensabile
HRO Resistenza della suola al calore da contatto fino a 300 °C. Ambienti con alte temperature, industria metalmeccanica, asfaltisti, saldatori.
SRC Massimo livello di resistenza allo scivolamento, testata su superfici in ceramica con acqua e detergenti (SRA) e su superfici oleose (SRB). Ambienti bagnati o oleosi: trasportatori, idraulici, carpentieri.
CI Isolamento dal freddo nella suola. Lavori in ambienti molto freddi o all'aperto in inverno.
HI Isolamento dal calore: protegge i piedi da temperature elevate. Fonderie, vetrerie e ambienti caldi.
WR Resistenza generale all'acqua, con protezione totale dalla penetrazione del liquido. Lavori in ambienti molto bagnati o sotto la pioggia.

Approfondimenti

Normativa ESD – calzature elettricamente dissipative

Le calzature da lavoro appartenenti alla norma ESD hanno la caratteristica di essere elettricamente dissipative, idonee per chi è a contatto con tensioni a bassissimo voltaggio.

Questo tipo di calzature scarica al suolo in maniera costante l'elettricità accumulata dal corpo umano, evitando così quelle piccole scariche elettriche che si verificano a contatto con strumenti o dispositivi sensibili all'elettrostaticità.

Normativa SRC – resistenza allo scivolamento

La norma opzionale SRC stabilisce un limite di sicurezza in fatto di antiscivolo, raggruppando le due normative minori SRA e SRB.

La calzatura con questo requisito garantisce che la suola sia resistente allo scivolamento anche su superfici bagnate in ceramica o in acciaio (molto scivolose).

In ambito lavorativo questo requisito è consigliato in tutti quei luoghi di lavoro dove il rischio di scivolamento è molto alto, come ad esempio trasportatori, idraulici e carpentieri.

Normativa HRO – resistenza al calore da contatto

Oltre ai requisiti base delle categorie S1, S1P, S2, S3 e S5, è possibile che alcune tipologie di calzature abbiano, a seconda dell'impiego lavorativo, anche la norma HRO.

Questa norma opzionale garantisce un limite di resistenza della suola per contatto di calore, preservando le caratteristiche base della categoria di appartenenza (antiscivolo, antiolio, antishock ecc.).

Le calzature certificate HRO sono realizzate con una suola resistente al calore di contatto fino a +300 °C per circa 60 secondi continui. Sono quindi adatte a tutti i luoghi di lavoro che prevedono contatto con superfici calde, come asfaltisti, saldatori, metallurgia ed edilizia.

Sigle come S3L: varianti leggere

Sigle come S3L o simili sono spesso utilizzate dai produttori per indicare varianti o specifiche aggiuntive di una determinata classe. Per esempio, la "L" può riferirsi all'uso di materiali leggeri, come fibre composite o tomaie in tessuti innovativi.

Queste varianti sono pensate per migliorare il comfort e ridurre la fatica del lavoratore senza compromettere la sicurezza.

Dispositivi di protezione individuale

Cosa sono i D.P.I. e come si classificano

I dispositivi di protezione individuale (D.P.I.) sono quelle attrezzature che servono a tutelare la sicurezza del lavoratore sul posto dove svolge la sua attività, secondo la normativa vigente del D.Lgs. 81/08 che all'art. 74 comma 1 li definisce: "qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo".

È obbligo quindi del datore di lavoro scegliere i D.P.I. adatti alla tutela e alla salute dei lavoratori dipendenti. Questi dispositivi si suddividono in 3 categorie:

I categoria

Dispositivi progettati per lavoratori che svolgono attività a rischio minimo: basta la dichiarazione di conformità e la marcatura CE.

II categoria

Dispositivi progettati per lavoratori che svolgono attività a rischio medio, con necessità di attrezzature specifiche per il lavoro svolto.

III categoria

Dispositivi progettati per l'incolumità totale del lavoratore, detti anche "salvavita": proteggono dal rischio più alto (es. anticaduta) o a lungo termine (es. vie respiratorie).

Obblighi del datore di lavoro (D.Lgs. 81/2008)

  • Valutazione dei rischi: identificare i rischi che non possono essere eliminati con altre misure di prevenzione collettiva.
  • Scelta dei D.P.I.: assicurarsi che siano adeguati al rischio, alle condizioni di lavoro e alle caratteristiche del lavoratore.
  • Formazione: fornire formazione adeguata sul corretto utilizzo e manutenzione dei D.P.I.
  • Manutenzione e sostituzione: garantire che i D.P.I. siano mantenuti in efficienza e sostituiti in caso di usura o inefficacia.

Obblighi dei lavoratori (art. 20, D.Lgs. 81/2008)

  • Utilizzare correttamente i D.P.I. forniti.
  • Segnalare immediatamente eventuali difetti o anomalie.
  • Non apportare modifiche non autorizzate ai dispositivi.

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